La firma digitale p7m, cos’è e a cosa serve

Da un po' di tempo, per lo meno con l'avvento e la stretta sempre più importante della digitalizzazione all'interno dell'ordinamento italiano, soprattutto per lavoro e per altre cariche pubbliche o atti ufficiali della Pubblica Amministrazione statale, si sente parlare di firma digitale p7m, molte volte un vero e proprio shock da parte di chi non è avvezzo all'informatica o si è lanciato da poco nel mondo di impresa. Con la firma digitale, la legge ha voluto trovare un vero e proprio modo per rendere ufficiali vari atti da parte dei privati e dare a questi la parvenza di regolarità e ufficialità nei rapporti tra di loro. L'importanza della firma digitale, per questo motivo, è cresciuta nel corso del tempo fino a diventare obbligatoria per alcuni tipi di lavori, soprattutto le imprese edili, operanti su tutto il territorio italiano ovvero nell'Unione Europea. Naturalmente, la firma digitale per i privati può essere utile in alcuni contesti; per approfondire il tema, oltre all'articolo seguente, è possibile visitare il sito https://www.savinosolution.com/ 

Cos'è la firma digitale p7m e a cosa serve?

I file firmati digitalmente, sono riconosciuti a livello legislativo all'interno del Codice Civile italiano, laddove all'articolo 2702 sono riconosciuti come documenti informatici solo quelli dotati di firma digitale riconosciuti dal Codice dell'Amministrazione Digitale (ovvero quelli rilasciati e organizzati in archivi da parte delle istituzioni di governo italiane). Stabilito questo principale punto di partenza, è bene chiedersi come funzioni la firma digitale, quale sia la sua estensione e i motivi per cui è richiesta oltre ai luoghi dove è necessaria. Innanzitutto, un file firmato digitalmente ha solitamente l'estensione informativa .p7m, un codice CAdEs che caratterizza tutti i file cifrati e contenenti documenti informatici di ogni tipo – che possono variare da atti o contratti giuridici, fino ad arrivare anche a semplici file audio o documentali come Curriculum Vitae – ma anche i codici informatici della firma digitale di una persona o di una istituzione. In questo senso, la caratteristica più importante di una firma digitale formato p7m, sta a rappresentare sicurezza e certezza nell'identità. La sicurezza è relativa al fatto che un file p7m è stato concepito e garantito dall'autore nello stato in cui si trova, mettendo il ricevente nella situazione tranquilla di sapere che chi ha firmato il file, salvo errori, vuole direttamente ciò che all'inerno del file è contento. La certezza sulla persona, invece, sta a garantire che il file ricevuto viene da una persona ben individuata, in cui il lettore di firme digitali individua un nome e le sue caratteristiche.

Quali sono i diversi tipi di firma digitale p7m esistenti?

Il formato p7m della firma digitale, contenente sicuramente un documento che risponde agli standard di cui sopra. Nonostante tutto, comunque, la firma contenuta può essere di diverso tipo a seconda del documento contenuto. In linea generale infatti esistono file p7m a firma singola e a firma multipla, quest'ultimi molto utilizzati negli ambienti lavorativi soprattutto con le pubbliche amministrazioni statali o altri rapporti di lavoro con multinazionali o imprese molto strutturate. I file firmati digitalmente p7m in maniera singola vengono creati con un programma da parte del mittente e ad essi viene apposta una singola identità, che serve a garanzia del contenuto del file. Se più persone partecipano all'invio e garanzia di uno stesso file è possibile inserire all'interno del documento più firme: in questo caso si parla di documenti a firma multipla. Le firme possono essere contenute in buste digitali, tutte all'interno dello stesso documento. Alcuni programmi di firma digitale permettono al mittente di mettere firme diverse su documenti diversi a loro volta.