La norma per la gestione dei rifiuti in Italia: come funziona?

La gestione dei rifiuti in Italia va classificata in due macro categorie: quella legata alle operazioni di recupero e quella legata alle operazioni di trattamento e smaltimento. La prima area è principalmente legata agli impianti che gestiscono i rifiuti che provengono direttamente dalla raccolta differenziata mentre, per la seconda categoria, entrano in gioco discariche ed impianti di trattamento meccanico.

In entrambe le categorie, il monitoraggio pregresso dei rifiuti all’interno del continente è fondamentale, per questo annualmente vengono richiesti documenti come il mud per i rifiuti, ampiamente promosso, ma anche redatto potenzialmente, dalla realtà di Novaecologica. La nostra Italia nel recupero e riutilizzo dei rifiuti si attesta come una delle realtà più virtuose dell’intera Europa. Basta infatti pensare che più del 50% dei rifiuti urbani è realizzato dai cittadini e viene riciclato. Ma come avviene esattamente lo smaltimento?

Il funzionamento dello smaltimento

Per la sola raccolta dei rifiuti urbani, nei diversi comuni italiani si usano differenti tipologie di contenitori e bidoni scarrabili: nei centri storici e nei luoghi affollati questo servizio è più limitato, mente per la raccolta all’interno dei centri commerciali vengono utilizzati cassoni differenti.

Nella misura in cui sia utile trasferire i rifiuti su lunghe distanze, fino a raggiungere l’impianto di smaltimento, vengono in soccorso le stazioni di trasferimento, ovvero punti strategici di riferimento in cui avviene il travaso dei rifiuti direttamente da mezzi di dimensioni contenute.

Sono inoltre previste differenti modalità di smaltimento e i rifiuti possono essere anche smaltiti all’interno di impianti termovalorizzatori, trattati nei compostaggi o in diversi impianti specializzati. I rifiuti speciali inoltre vengono gestiti mediante tecniche e procedure differenti dai rifiuti urbani, per non incorrere nello sbagliato riciclo di materiali dannosi per la salvaguarda ambientale: esistono appositi impianti per i rifiuti speciali che possiedono determinati standard fissati dalla legge. 

La normativa europea: cosa dice?

Sul piano europeo sono stati realizzati numerosi progressi per stabilire concreti obiettivi per la protezione ambientale e per la prevenzione degli effetti nocivi della gestione dei rifiuti. Nello specifico la direttiva del 2008/98 “Direttava quadro rifiuti”, ha stabilito un quadro giuridico valido in tutta europea per la gestione e il trattamento dei rifiuti. Sulla base di questa direttiva i paesi europei devono di fatto terminare entro il 2025 la raccolta differenziata di tutti i rifiuti tessili e pericolosi generati dai nuclei familiari.

La norma sulla gestione dei rifiuti prevede infine obblighi di natura gestionale, relativi ai rifiuti per cui si deve in maniera autonoma provvedere allo smaltimento.